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Coronavirus: le 5 indicazioni anti-panico

Coronavirus: le 5 indicazioni anti-panicodurata lettura di 3 min

La paura è una reazione fisiologica degli esseri umani, potente e utile perché ci permette di evitare i pericoli o affrontarli in modo corretto. Il funzionamento corretto di questa emozione, però, richiede che sia proporzionata al pericolo da cui deve difenderci. Quando questa proporzione viene a mancare, si può innescare il panico, che diventa bloccante o rischia di farci agire in modo sconsiderato.

In un momento in cui le situazioni che viviamo sono sconosciute, le informazioni che ci arrivano sono tantissime e spesso contraddittorie, è facile che la nostra psiche non riesca a elaborare una risposta corretta agli eventi che ci troviamo ad affrontare.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, in collaborazione con la Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Assofarm e Federfarma, ha pubblicato un vademecum psicologico sul panico da coronavirus, con cinque indicazioni anti-panico che possono aiutarci.

Le cinque indicazioni anti-panico

  1. La curva della paura: immaginiamo che l’efficacia dei nostri comportamenti, di fronte ad un evento, abbia la forma di una gobba di cammello. Se sottovalutiamo il problema agiremo con un’efficacia molto bassa, le nostre azioni non saranno utili; se sopravvalutiamo il problema ed esageriamo con la paura, i nostri comportamenti saranno comunque inadeguati e i risultati saranno altrettanto scarsi. Un comportamento intermedio, con un’interpretazione equilibrata del pericolo, porta invece ad un’efficienza decisamente superiore;
  2. Attenersi ai fatti, cioè al pericolo effettivo: il Covid-19 è un virus molto contagioso, ma la grande maggioranza delle persone che si ammalano ha solo problemi lievi. Le misure di contenimento messe in atto dalle diverse Autorità statali e mondiali sono orientate proprio a ridurre le possibilità di contagio, in modo da poter gestire al meglio la quota di ammalati con complicanze gravi;
  3. Lasciarsi prendere dal panico collettivo ci porta ad ignorare i dati oggettivi, limitando la nostra capacità di giudizio: al sorgere dell’ansia, molte persone reagiscono con il desiderio di agire e fare qualcosa per calmarsi. Soprattutto in un momento caratterizzato da forti limiti alle azioni individuali, questa frenesia può dare origine a comportamenti sbagliati, improduttivi e irrazionali, spesso ignorando provvedimenti di sicurezza anche semplici e mettendosi in pericolo immotivato;
  4. Trovare un equilibrio tra emozioni e razionalità: troppe emozioni frenano il ragionamento e offuscano la visione del quadro generale. Bisognerebbe sempre cercare di riportare il ragionamento ai dati oggettivi, per misurare le proprie paure su un rischio concreto;
  5. La ricerca dell’invulnerabilità, nostra e dei nostri cari, ci rende paradossalmente molto più vulnerabili alla paura irrazionale: dobbiamo pensare che la paura eccessiva ci chiude in noi stessi e ci rende incapaci di affrontare il futuro in modo adeguato. Aprirsi agli altri è un modo per affrontare i pericoli in modo corretto, perché è proprio la solitudine uno di quegli stati d’animo che riduce la sensazione di controllo sulla realtà e quindi aumenta il livello di ansia.

Un consiglio in più

Ognuno di noi vive una situazione a sé con differenze anche importanti a livello di personalità, condizioni familiari, vissuto e altro. È assolutamente normale attraversare momenti di particolare sconforto e non c’è nulla di cui vergognarsi. È importante, quando la sensazione è di non farcela da soli, di non essere capiti o di non riuscire a trovare un equilibrio, chiedere aiuto a chi è formato e specializzato per darcelo. Gli psicologi sono professionisti preparati e sanno come aiutarci a superare questo tipo di problemi.

 

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